Amici richiedenti asilo con Katia e MonicaLo stato di emergenza umanitaria nel territorio nazionale dovuto all’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti a diversi paesi dell’Africa Subsahariana e del continente asiatico, fuggiti o espulsi dalla Libia a causa del conflitto, ha richiesto l’individuazione di strutture “nuove” per poter rispondere alla necessità di accoglienza di questi profughi arrivati a Firenze. Ciò è stato possibile grazie alla collaborazione della Parrocchia di Tavarnuzze e di alcuni Comuni dell’Area Metropolitana.
Il progetto dei Centri d'Accoglienza Straordinaria (CAS) - realizzato previ accordi con la Prefettura di Firenze - si propone di supportare il percorso di integrazione sociale, lavorativo ed abitativo dei richiedenti asilo e di sostenere percorsi individuali per il raggiungimento dell’autonomia.
Quando necessario e possibile, gli ospiti vengono assistiti nella pratica d’inserimento nel Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati.
Tale progetto tiene ovviamente conto della situazione personale di ciascuno (figli conviventi, composizione del nucleo familiare, risorse, capacità e/o difficoltà personali, necessità, aspettative, ecc.) e delle risorse che si riescono ad attivare a vari livelli sul territorio.

CAS Locanda degli Scopeti
Via Cassia 181 - 50023 Impruneta (FI)
Tel 337 1183540
locandascopeti @fondazionesolidcaritas.it

CAS Accoglienza Sesto Fiorentino
Via Togliatti 215 - 50019 Sesto Fiorentino (FI)
Tel 334 6239306
richiedentiasilosesto @fondazionesolidcaritas.it

Depliant Prima Accoglienza ai Richiedenti Asilo (CAS)

Agli ospiti vengono offerti, anche se il Governo con il "decreto sicurezza" ha tagliato notevolmente i fondi
- progetti individuali di inserimento sociale nel territorio improntati al riconoscimento della dignità di ciascuno;
- coinvolgimento da parte delle comunità parrocchiali per favorire una volontà di partecipazione attiva e una progressiva assunzione di autonomia;
- corsi di alfabetizzazione e di lingua italiana;
- inserimento in percorsi di avviamento al lavoro;
- accompagnamento nello svolgimento delle complesse pratiche per la richiesta di asilo;
- uno screening sanitario ed eventuale accompagnamento presso le strutture competenti per le cure (si tratta in parte di persone che hanno subito torture o hanno vissuto in contesti di guerra o persecuzione).