personaResponsabile sanitario:
Resp. Coordinamento interno: Pierluigi Bruno

Via di Ugnano 11 - 50142 Firenze
Tel / fax 055 754907

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"Le Querce", gestita dalla Cooperativa Sociale San Pietro a Sollicciano, ospita persone che provengono dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, dalle Case di Cura e Custodia e dalle carceri ordinarie, per le quali si ritenga che - in quanto affette da un disagio psichico rilevante - il soggiorno terapeutico nella Struttura Residenziale Psichiatrica sia preferibile al protrarsi della detenzione in carcere.
Gli ospiti della SRP devono essere sottoposti a qualche forma, diretta o indiretta, di coazione giudiziaria: licenza o licenza finale di esperimento con obblighi, libertà vigilata, altri obblighi prescrittivi, detenzione domiciliare, permesso premio con obblighi, ecc..

Leggi la pubblicazione per il 10° anniversario della struttura "WE CAN"

Volontariato

Gli ospiti della SRP “Le Querce” sono un po’ come quei viandanti del Libro della Genesi: la strada è faticosa, il clima è opprimente, gli ostacoli possono essere tanti, mentre pochi sono gli spazi e le persone disposti ad offrire loro un momento di ristoro. 
Quando la vita diventa una salita faticosa, si ha un estremo bisogno di poter rinfrancare il proprio cuore e di recuperare la forza, il coraggio e la voglia che permettono di riprendere il cammino. La presenza dei volontari, che aiutano gli operatori nella preparazione e nella realizzazione delle attività ricreative, quando si tratta di accompagnarli ad una visita medica, ecc. è veramente preziosa, perché contribuisce ad allargare l’ombra della Querce sotto la quale trovare riparo.


parolaIl Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: "Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo. ..."
 (cfr. Gn 18,1-6)

Molti Padri della Chiesa erano convinti che questi tre uomini rappresentassero la Santissima Trinità. Ed è così che li raffigura l’Icona della Trinità di A. Rublëv, detta l'icona della «Filoxenia» o amore degli ospiti stranieri. Abramo, pur non sapendo chi siano quei tre viandanti né quale sia la loro destinazione, è testimone di un’accoglienza vera e concreta: gli corre incontro e li invita a fermarsi nella sua tenda per rinfrancare il loro cuore, all'ombra della Querce. Non indaga sulle persone prima di farle entrare nella propria casa e la sua ospitalità è fatta di gesti concreti: prepara un pasto e acqua per i loro piedi affaticati e coinvolge Sara, la moglie, in questa sua premura. Essi fanno tutto il necessario per offrire loro un momento di ristoro durante il cammino e quanto serve per poter riprendere la strada con più forza e coraggio.

Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo” scrive l’Apostolo Paolo (Eb 13,2), facendo proprio riferimento a quell'episodio ed esortandoci ad imitare Abramo nella fede e nelle opere.